Stage all’Acquacetosa (Roma) di Massimo De Paoli
January 30, 2008 by Francesco Vallone · Leave a Comment
Caro collega allenatore ti voglio mettere al corrente che è in corso di organizzazione, per il secondo anno consecutivo, uno stage con il grande tecnico dei giovanissimi nazionali dell’Inter Massimo De Paoli che ci terrà compagnia per i due incontri del 05 e 12 maggio 2008 presso il centro tecnico federale dell’acquacetosa.
Il costo dell’iniziativa è di Euro 70,00.
Presto si avranno i dettagli degli incontri.
Il responsabile è Nunzio Iardino 338.9679987
“TECNICA INDIVIDUALE” La guida della palla
January 26, 2008 by Maurizio Pinti · Leave a Comment
Visto che ritengo di fondamentale importanza la tecnica individuale di base nel gioco del calcio e che nei passati appuntamenti abbiamo analizzato alcuni degli elementi di cui la stessa è composta, in questo ennesimo appuntamento analizzeremo un altro degli elementi di cui la tecnica individuale si compone “la guida della palla” che è parte integrante della “tattica individuale” di un calciatore.La guida della palla è un fondamentale tecnico, e non è altro che la capacità del giocatore di poter avanzare nel terreno di gioco con la palla al piede, più egli sarà abile nel mantenerla meno possibilità avrà di perderla.Il possesso della palla può avvenire anche grazie alla conduzione della palla alla quale, vengono spesso legati altri movimenti come la finta e il dribbling.Il fine della conduzione della palla può essere utilizzato per:
- Mantenere il possesso della palla
- Conquistare spazio
- Posizionarsi convenientemente per l’azione successiva
Naturalmente ci troviamo davanti ad un gesto tecnico che durante la partita segue quasi sempre la ricezione ed il controllo della palla, infatti in situazioni di gioco ogni calciatore dopo aver ricevuto e controllato la palla deve velocemente decidere se passarla ad un compagno o mantenerne il possesso, se decidesse di mantenerla, è quasi sempre impegnato ad eseguire dei movimenti con la palla ai piedi e quindi costretto a guidarla.Ci sono vari modi in cui la palla può essere guidata:
- Con il collo del piede
- Con l’interno del piede
- Con l’esterno del piede
- Con la pianta del piede
Tutto si svolge in funzione ed in relazione al movimento che un calciatore ha intenzione di eseguire e che lo porterà ad utilizzare la parte del piede idonea per la giusta esecuzione del movimento stesso.Generalmente viene maggiormente utilizzata la guida della palla con l’esterno del piede perché permette di poter guidare la palla con una discreta velocità e con una maggiore protezione della stessa nei confronti dell’avversario.La guida della palla è un gesto tecnico che bisogna necessariamente imparare da piccoli perché è elemento essenziale per il gioco del calcio ma che come tutti gli altri elementi ha bisogno di essere allenato con costanza nella crescita dei nostri allievi per riuscire sempre ad eseguirlo nel modo corretto.Dopo aver acquisito una buona padronanza della gestualità tecnica riguardante la conduzione in cui l’allievo instaura un rapporto stretto con la palla in tutte le sue forme, si potrà programmare un lavoro riguardante questa abilità tecnica specifica all’interno di un contesto situazionale, dove il giovane calciatore prenderà coscienza del saper guidare la palla sfruttando la propria abilità per poter raggiungere molteplici obiettivi, egli sarà costretto ad operare delle scelte passando da una fase di controllo motorio ad una fase cognitiva. L’importanza dello sviluppo dell’area cognitiva ci permetterà di strutturare processi mentali fondamentali nelle scelte di tipo tattico. In ogni azione durante il gioco il giovane calciatore dovrà quindi affrontare tre fasi:
- Presa d’informazione dell’ambiente esterno: osservare, discriminare, riconoscere, scegliere
- Elaborazione delle informazioni: rappresentarsi, anticipare, pianificare, decidere
- Applicazione dell’informazione: apprendere, conoscere, acquisire nuove esperienze
Queste tre fasi all’interno del gioco sono sempre presenti e sono determinanti per poter effettuare delle scelte efficaci in funzione delle diverse situazioni che si devono affrontare. La conduzione della palla quindi non sarà più un abilità tecnica fine a se stessa, ma sarà sempre motivata al raggiungimento di un obiettivo ben preciso.
“TECNICA INDIVIDUALE” Il passaggio
January 18, 2008 by Maurizio Pinti · Leave a Comment
Come abbiamo specificato in altri interventi, si parla di tecnica di base ogni qualvolta si parla di:
- passaggio
- tiro in porta
- contrasto
- colpo di testa
- arresto del pallone.
Tutti elementi che contribuiscono ed arricchiscono la tattica individuale dei nostri allievi.
L’elemento che andremo ad analizzare nello specifico, è il cosiddetto passaggio.Secondo il mio parere, esistono due modi di giocare al calcio, il primo consiste nel rincorrere indiscriminatamente il pallone e calciarlo senza controllarne la direzione, sperando che arrivi a destinazione, l’altro prevede il controllo della palla in modo tale che sia questa a lavorare per il giocatore e non viceversa; dal momento che la palla si può muovere molto più rapidamente di qualsiasi giocatore, è quindi fondamentale per qualsiasi giocatore acquisire un’ottima padronanza del pallone, ed una buona capacità nel trasmettere il pallone ad un proprio compagno tramite la tecnica del passaggio, per raggiungere così l’obiettivo prefissato.La tecnica del passaggio, come detto, permette la trasmissione del pallone da un giocatore ad un altro e prevede una varietà di modi a seconda che si colpisca il pallone con una parte o un’altra del piede.Solitamente, quando si parla di passaggio, si intende la trasmissione del pallone attraverso l’utilizzo della parte interna del piede; è infatti questa la parte con un’ampiezza notevole, tale da permettere di colpire una consistente parte della superficie del pallone, ottenendo allo stesso tempo una buona precisione del passaggio.In questo caso si parla di passaggio rasoterra.Di seguito riportiamo le caratteristiche principali che un buon passaggio rasoterra deve avere per risultare efficace:
- impatto con il pallone sulla linea mediana del pallone o sopra di essa,
- proseguimento dell’oscillazione della gamba in direzione dell’obiettivo (per ottenere una maggior precisione del passaggio),
- dosaggio della potenza in base alla distanza da percorrere.
D’altro canto riteniamo segnalare anche gli errori più comuni che sono stati riscontrati nell’esecuzione del gesto del passaggio:
- impatto del pallone sotto la linea mediana del pallone, con conseguente distacco della palla dal terreno,
- mancanza di potenza ,
- oscillazione della gamba obliqua rispetto al pallone invece che diretta verso di esso.
Oltre al passaggio rasoterra, prendiamo in considerazione il passaggio a parabola.
Con questo termine si intende un passaggio che si sviluppi sopra un avversario o un ostacolo.
In questo gesto la superficie del piede che viene usata è la parte interna del collo del piede, a meno che non si voglia imprimere un particolare effetto, e i principi su cui il gesto si basa sono:
- corsa di avvicinamento leggermente angolata,
- energica oscillazione della gamba (dovuta alla necessità di ricoprire distanze elevate con il passaggio),
- piede d’appoggio piazzato leggermente indietro al pallone,
- leggera inclinazione del corpo non appena inizia l’oscillazione della gamba,
- impatto nella parte inferiore del pallone (sotto la linea mediana).
Anche in questo caso segnaliamo gli errori più comuni:
- impatto nella parte superiore del pallone,
- piede troppo sotto il pallone (si raggiunge una notevole altezza del pallone ma non molta distanza).
Ultima tipologia che analizziamo è il cosiddetto passaggio di esterno piede.
Questo particolare gesto, utilizzato molto meno rispetto a quelli trattati precedentemente, ha un particolare pregio: per eseguirlo non è necessario interrompere l’andatura.
Per questa caratteristica, il passaggio d’esterno piede viene utilizzato spesso durante azioni in velocità quando si rende necessaria una notevole rapidità di esecuzione per trarre un considerevole vantaggio nei confronti dell’avversario.
Organizzare la difesa a 4 giocatori.
January 16, 2008 by Decio Sebastianelli · Leave a Comment
Difesa a zona: concetti fondamentali.Difesa a zona significa mantenere quasi costanti le posizioni dei difensori sul terreno digioco. Inizialmente andremo a dividere il campo in 4 zone di campo.Ogni difensore e’ responsabile della zona di campo assegnatagli; si muove in funzionedella posizione della palla della porta e dell’avversario e deve andare sempre in pressione sull’avversario che entra con il pallone nella propria zona di competenza; fa eccezione la situazione di inferiorità numerica nella quale può venirsi a trovare il reparto difensivo rispetto al fronte d’attacco avversario.E’ importante precisare che difendere a zona non significa non dover marcare ad uomo; infatti nel momento in cui l’avversario entra nella zona di competenza deldifendente quest’ultimo dovrà applicare tutti i principi della marcatura a uomo.Difendendo a zona occorre aver ben chiaro il concetto di palla libera (o scoperta) e quello di palla coperta.
La palla e’ libera quando il possessore ha il tempo e lo spazio per poterla giocare liberamente. La palla libera e’ un messaggio di pericolo; si cerca pertanto di retrocedere tramite un’azione ritardatrice in modo da togliere campo all’avversario e ricercando la concentrazione difensiva. Si retrocede solamente nel caso la difesa sia in inferiorità numerica. Questa azione (retrocedere) si esegue sino ad un punto limite che normalmente corrisponde alla lunetta dell’area di rigore.
La palla e’ coperta quando il possessore non ha invece il tempo e lo spazio pergiocarla e, pressato dall’avversario, deve difendere il pallone dall’interventodell’avversario. In questo modo si riesce ad ottenere una maggiore copertura tra i difensori poiché ledistanze tra loro sono minori e si permette all’avversario di giocare solo la palla nellospazio davanti alla difesa o solo sulle fasce laterali.Le diagonali difensive.Quando la palla è su uno dei lati esterni del campo, la linea difensiva si schiera in diagonale palla a destra del fronte di attacco avversario).Tra le varie possibilità di disporsi in diagonale, si può scegliere di schierarsi sutre livelli, col 4° difensore in linea col 3°.Con questo schieramento ogni giocatore da copertura al suo compagno davanti.I punti di riferimento per schierarsi sono la palla e la porta.In questa situazione si libera inoltre una parte di campo non pericolosa (lato debole) che può essere controllata facilmente facendo scorrere rapidamente la linea.La piramide difensiva.Questo tipo di posizionamento rappresenta il modo migliore per fronteggiare unattacco centrale. Quando la palla transita nella zona centrale allora il difensore centrale che orbita nella zona esce ad attaccare il portatore di palla, gli esterni stringono centralmente salendo e l’altro difensore centrale stringe dietro chi attacca palla, formando una vera e propria piramide. L’elastico difensivo.Se il pallone sale velocemente verso la porta avversaria, in conseguenza del rinvio del portiere o di un difensore o perché portato in velocita dagli attaccanti, la linea difensiva deve salire altrettanto velocemente verso la metà campo avversaria approfittando eventualmente della fase in cui il pallone è in volo, nella quale non esiste il pericolo di essere saltati in verticale. L’elastico prevede, una fase di salita fino a quando il pallone è in possesso della propria squadra e/o la palla è in volo o “coperta”;un successivo movimento a scalare velocemente indietro del blocco difensivo con successiva uscita collettiva veloce prima della verticalizzazione del pallone da parte della squadra avversaria.
Aerobico: fartlek con tattica intelligente
January 13, 2008 by Francesco Vallone · Leave a Comment
Vengono disposte 2 squadre con cinesini di due colori diversi, nella figura di colore rosso e nero. I cinesini rossi formano un 4-4-2 mentre i neri un 4-3-3. Disponiamo tutto il nostro organico in uno dei due moduli, nella figura sono disposti nel 4-3-3. I doppioni per ogni ruolo si posizioneranno dietro il compagno. La parte atletica consiste in 2 serie da 8 minuti (aerobico) dove il giocatore dovrà stare molto attento nello svolgere bene la parte atletica ed allo stesso tempo ragionare sulla direzione da prendere. Il giocatore deve compiere nella prima serie un allungo quando deve passare da una parte all’altra del campo e deve recuperare quando compie il percorso breve nello stesso modulo tattico. Nella seconda serie invece, dovrà recuperare nel percorso da un modulo all’altro mentre dovrà compiere uno scatto all’interno dello stesso modulo.
Esempio 1: il giocatore n°2 compie un allungo verso il ruolo che direttamente lo interessa, ovvero il centrocampista sinistro, decidendo poi di recuperare verso un cinesino qualsiasi di quel modulo ad esempio nel ruolo del centrocampista centrale. Da questa posizione dovrà fare un altro allungo tenendo sempre presente qual’è nel modulo opposto il proprio punto di riferimento, ovvero l’interno destro del centrocampo del 4-3-3. Da li andrà a recuperare in un altro ruolo qualsiasi del modulo per poi compiere un ulteriore allungo verso il punto di riferimento del modulo opposto…l’esercitazione continuerà fino allo scadere dei primi 8 minuti
Esempio 2: nella seconda serie si effettua lo stesso ragionamento e prendiamo in esame il giocatore n°9 ovvero l’attaccante sinistro. Questi si dirige a passo lento in recupero verso il suo punto di riferimento, ovvero il difensore centrale del modulo 4-4-2, giunto in posizione compie uno scatto verso uno qualsiasi degli altri cinesini dello stesso modulo, nell’esempio l’esterno destro. In recupero il giocatore si recherà verso il diretto avversario dell’esterno destro ovvero il terzino sinistro, arrivato a destinazione compierà uno scatto verso un ruolo qualsiasi dello stesso modulo, nell’esempio il centrale sinistro per poi recuperare fino al diretto ruolo di riferimento ovvero l’attaccante…l’esercitazione continuerà fino allo scadere dei secondi 8 minuti
L’allenatore nel pallone: “quando l’allievo diventa oggetto”
January 9, 2008 by Lorenzo Geluardi · Leave a Comment
Spesso, confrontandomi con i miei “colleghi” e discutendo dei metodi, dei carichi e dei tempi di lavoro concernenti la seduta di allenamento, mi ritorna in mente una frase contenuta nella Guida Tecnica per le Scuole di Calcio: “l’allievo è il soggetto e non l’oggetto del lavoro dell’allenatore”. A volte infatti non riesco a concordare appieno con gli altri istruttori che secondo me non si rendono conto di avere tra le mani pur sempre dei bambini, come sottolineano anche le direttive FIGC. E’ vero che la categoria degli Esordienti è l’apice della piramide dell’attività di base della Scuola Calcio e che abbiamo a che fare con degli undicenni/dodicenni, che si avvicinano più alla categoria immediatamente superiore (Giovanissimi) che ai Pulcini, ma non dobbiamo dimenticarci mai di proporre i vari esercizi sotto forma di gioco. Quest’ultimo, insieme a divertimento, entusiasmo, programmazione, passione e cultura sportiva devono essere gli ingredienti principali della ricetta di ogni mister di tutte le categorie della Scuola Calcio. Per l’esordiente il divertimento rappresenta la componente fondamentale (81,8% degli intervistati), più importante addirittura del “vincere molte partite” (66,9%) come si evince da un sondaggio fatto dalla Federazione. Le esercitazioni tecniche, mutuate dal calcio d’elite, sono estremamente dannose e non a misura del bambino. Quindi, per esempio, stare ore ed ore a tentare di colpire la traversa non è affatto divertente, né stimolante, anche se migliora di sicuro il modo di calciare e la precisione del tiro stesso. Quello che voglio dire è che lo stesso risultato lo si può ottenere anche attraverso esercizi “ad hoc” in forma variata che sollecitano lo stesso tipo di fondamentale e perseguono il medesimo obiettivo. Lo stesso Comunicato Ufficiale n°1 recita: “Ogni bambino ha il diritto a seguire allenamenti adeguati ai suoi ritmi”. A mio modo di vedere, e mi si consenta il gioco di parole, “l’allenamento deve essere allenante e non alienante”. Inoltre queste proposte operative, inadeguate alle reali esigenze del bambino, creano sicuramente aspettative di prestazione, quando invece a quest’età ancora si dovrebbe pensare solamente a giocare per divertirsi, svincolati da tutti quei condizionamenti esterni che possono essere costituiti dal vincere, dal vincere per i genitori, dall’ottenere il risultato a tutti i costi e con tutti i mezzi. Solo attraverso questo passaggio obbligato ci si può poi proiettare nella realtà calcistica dei Giovanissimi, dove gli obiettivi sono il risultato agonistico e la buona performance.
Esercizio: attacco con velocità di esecuzione!
January 5, 2008 by Francesco Vallone · Leave a Comment
Sfruttiamo il cerchio di centrocampo per far svolgere una esercitazione che stimola la velocità di esecuzione: come rappresentato in figura, facciamo con i cinesini un cerchio più grande nel quale sistemeremo due squadre di 6 giocatori ciascuno. Tutti i giocatori non possono accedere all’interno del cerchio di centrocampo ed avranno al massimo 2 tocchi a disposizione. Devono fare possesso palla nell’area delimitata dal cerchio dei cinesini e del centrocampo cercando di fare almeno 5 tocchi consecutivi che gli permetteranno di calciare in porta di prima intenzione da entrambi i lati. Il pallone nel possesso può anche transitare all’interno del cerchio del centrocampo senza che il portiere debba forzatamente intercettarlo dato che il tiro è permesso dopo un tot numero di tocchi consecutivi.
Esercizio: Tempi e Smarcamento
January 5, 2008 by Francesco Vallone · Leave a Comment
Esercitazione molto interessante per lo smarcamento e per i tempi in cui effettuarlo è quella riproposta nella figura 1 e 2. Si tratta di un 4vs4 in cui ogni coppia di giocatori dispone di un suo spazio invalicabile in fase di possesso palla. C’è un solo pallone disponibile nell’intero circuito e l’obiettivo è quello di fare 8 tocchi consecutivi tra compagni della stessa squadra. Nell’esempio, i giocatori nel rettangolo A giocano con quelli del rettangolo C mentre quelli del rettangolo B con quelli del rettangolo D. Il pallone dovrà girare dunque senza farselo intercettare mentre transita nelle zone dei giocatori avversari. Nel percorso della sfera c’è una difficoltà, ovvero 1 solo avversario in fase di non possesso può cercare di riprendersi il pallone nel rettangolo avversario quando la sfera stessa è nella zona attigua alla propria, ovvero come nell’esempio un giocatore soltanto del rettangolo C può entrare nella zona del rettangolo D per prendere il pallone e viceversa se cambia il possessore di palla. Così come se la sfera arriva nella zona B come nella seconda figura, un giocatore del rettangolo A può sganciarsi per cercare il recupero del pallone. Dimensioni campo suggerite 16m x 12m











