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TATTICA INDIVIDUALE “Difesa e copertura della palla”

December 21, 2007 by Maurizio Pinti · Leave a Comment 

Nell’articolo precedente abbiamo analizzato la fase dello smarcamento, in questa fase, affronteremo il problema riguardante la copertura della palla per difenderla dall’attacco di un avversario.Saper difendere la palla è un abilità tattica individuale fondamentale per il giovane calciatore che si trova nella necessità di proteggerla con il proprio corpo cercando di mantenerne il possesso.La difesa della palla prevede da parte del giovane calciatore la conoscenza delle diverse tecniche di difesa della stessa, la prima e fondamentale, sarà quella di frapporre sempre il proprio corpo fra la palla e l’avversario utilizzandolo come scudo.Successivamente egli svilupperà la capacità di utilizzare i diversi modi in funzione delle diverse difese che si vorranno utilizzare e questo può avvenire essenzialmente in tre modi:

  • Difesa dorsale:
    • L’attaccante appoggia il dorso contro il petto del difensore e nel frattempo controlla la palla, cheviene gestita alternativamente con il piede dx e sx.

Obbiettivi: Gestire il contatto fisico; Gestire la palla a distanza breve dal difensore

  • Difesa diagonale:
    • L’attaccante, appoggia l’avambraccio sul petto del difensore.La palla viene controllata con il piede più lontano, dando il fianco al difensore.Alternare l’appoggio delle braccia e del controllo della palla ( braccio dx – palla su piede sx, braccio sx – palla sul piede dx ).

Obbiettivi: Gestire il contatto fisico con l’avambraccio; Gestire la palla a media distanza dal difensore

  • Difesa laterale:
    • L’attaccante appoggia la mano a palmo aperto contro il petto del difensore, tenendolo il più lontano possibile e contemporaneamente controllando la palla con il piede più lontano, alternando il controllo con il piede dx e sx.

Obbiettivi: Gestire il controllo fisico; Gestire la palla ad una max distanza dal difensore.

Sapere difendere e coprire la palla, è un’abilità indispensabile per mantenere il possesso del pallone e risulta fondamentale dal punto di vista strategico qualora sia necessario “guadagnare tempo” in attesa di eventi propizi.Il corpo si trasforma in un vero e proprio ostacolo, opponendosi al tentativo di riconquista del pallone da parte dell’avversario.Per realizzare tutto ciò è inevitabile accettare e gestire il contatto fisico con l’avversario.Questi corpo a corpo, permettono spesso agli attaccanti di procurarsi delle punizioni che sempre più diventano determinanti ai fini del risultato.E’ altresì importante abituarsi a difendere la palla non solo dopo averla ricevuta, ma anche durante la fase stessa di ricezione nel senso che è necessario predisporre il corpo a protezione della palla, ancor prima di toccarla per evitare di scoprirla e di farsela portare via.Generalmente durante le sedute di allenamento si utilizzano degli esercizi a coppie creando delle situazioni di 1>1 dove si cerca di insegnare la tecnica della difesa della palla con il fine ultimo di:

  • Tenerla
  • Dribblare
  • Passare dietro
  • Girarsi per fare goal
  • Coprire l’uscita della palla
  • Coprire l’uscita del portire

Tutte situazioni che i nostri giovani calciatori, dovranno poi saper gestire e mettere in atto durante lo svolgimento di una gara.

TATTICA INDIVIDUALE “Lo Smarcamento”

December 14, 2007 by Maurizio Pinti · Leave a Comment 

Un giocatore per poter superare l’opposizione dell’avversario deve avere tecnica e capacità fisiche, ma deve saper muoversi anche tatticamente. E’ stato provato, che un giocatore durante la partita va a contatto con la palla mediamente per il 10% del tempo di gioco, pertanto per il restante tempo egli non è a contatto con essa, quindi, il dominio della tattica è un elemento fondamentale per avere un massimo rendimento sia individuale che collettivo.La tattica e la strategia, si occupano però di un piano più elevato della regolazione dell’azione motoria, e poiché gli aspetti tattici (durante l’allenamento) e strategici (che precedono la partita) entrano in “gioco” prima che il giovane inizi qualsiasi attività motoria, questo significa che fanno parte del mentale, e nell’atleta sono rappresentati dalla voglia costante di prendere il sopravvento sull’avversario.Allora cominciamo ad analizzare alcune delle componenti della tattica individuale sia in possesso palla che in non possesso palla.

FASE DI POSSESSO PALLA:” Lo smarcamento”Lo smarcamento consiste nell’effettuare degli spostamenti atti a liberarsi della marcatura dell’avversario, andando quindi ad occupare spazi del campo liberi permettendo così al compagno con la palla una soluzione di giocata in più.La finalità dello smarcamento è pertanto quella di dare sostegno o appoggio al portatore di palla e affinché il tutto possa riuscire bene occorre:

  • muoversi quando il compagno è in condizione di passare la palla
  • smarcarsi nella zona “luce”, cioè nell’area visiva del compagno in possesso di palla
  • smarcarsi facendo un movimento contrario (finta) a quello che si aspetta l’avversario

E tutto ciò si può realizzare attraverso:

  • cambi di direzione
  • cambi di ritmo
  • andando in appoggio
  • andando in profondità o con movimento di taglio alle spalle dell’avversario
  • in ampiezza rispetto alla posizione dell’avversario.

 

Possiamo concludere dicendo che questo primo elemento di tattica individuale che abbiamo analizzato, possa essere di fondamentale supporto per l’economia del gioco collettivo in fase offensiva. E che in definitiva, lo smarcamento è sinonimo di mobilità, uno dei “principi generali” della tattica e concetto fondamentale per lo sviluppo del gioco.
Per il portatore di palla la staticità dei propri compagni è un aspetto estremamente deleterio e solo attraverso il movimento senza palla è possibile offrirgli più alternative di passaggio, più soluzioni di gioco, in modo da creare, nel contesto di un necessario equilibrio tattico, una sequenza di soluzioni:

  • sostegno al portatore di palla
  • conseguimento della superiorità numerica
  • mantenimento del possesso palla.

I genitori? “Bisognerebbe ammazzarli da piccoli…”(parte 2): il genitore tifoso

December 7, 2007 by Lorenzo Geluardi · Leave a Comment 

Spesso sulle tribune gli animi si scaldano e a volte volano parolacce, insulti ed offese rivolte soprattutto agli arbitri e, ancora peggio, ai piccoli calciatori che sono in campo. Protagonista assoluto di questa cattiva abitudine, il pubblico che assiste alle partite di calcio giovanile, che è costituito, ahimè, proprio dai genitori che sono i primi “tifosi” della squadra dove giocano i propri figli. Il problema fondamentale è di cultura: perché inquinare una sana esibizione di sport, un confronto tra dei bambini, dando un cattivo esempio e una pessima immagine di sé? Perché invece di sostenere i propri beniamini, incitandoli positivamente, ricorriamo all’offesa degli avversari? Purtroppo si preferisce sottolineare negativamente le qualità tecniche o fisiche di un bambino invece di incoraggiarne le prestazioni sportive, dimenticandosi il senso del RISPETTO. Addirittura si arriva ad offendere anche bambini che giocano nella stessa squadra dei propri figli, perché li si ritiene inferiori, perché “danneggiano la squadra” e si sentono frasi tipo “ecco entra lui, adesso fa almeno un autogol” “quello? Ma quando segna…” ma che fa il mister? Vuole perdere la partita?“è uscito mio figlio ed è entrato quello?” Si creano inoltre anche delle antipatie tra gli stessi familiari dipendenti dal fatto che quello gioca sempre, quello non esce mai…Questo atteggiamento, inoltre, può indurre il bambino, che tende ad imitare il genitore, all’abitudine di criticare tutti, proiettando sugli altri (compagni, arbitro) il motivo di una sconfitta, senza riconoscere invece le proprie “responsabilità” o “errori”. Dobbiamo cercare tutti, addetti ai lavori e non, a recuperare, come dicevo prima, quel senso di rispetto; rispetto che dobbiamo anche ai direttori di gara, uomini che sbagliano come tutti, uomini che sono domenicalmente facile bersaglio di compilation di “antipatici complimenti” e che molto spesso, nel calcio giovanile, sono proprio dei genitori che si mettono gentilmente a disposizione.

4-3-1-2 Fase di possesso. Centrocampisti e mezzapunta. 2°Parte

December 2, 2007 by Francesco Vallone · Leave a Comment 


Suggeriamo dei movimenti ‘fondamentali’ nel modulo 4-3-1-2 nella fase di possesso con palla ai centrocampisti. I principi restano sempre i precedenti, ovvero,
- quando un compagno libera uno spazio un altro compagno dovrà occuparlo
- ci sarà sempre un movimento che servirà a distogliere l’attenzione avversaria dal vero percorso che dovrà effettuare il pallone
- si deve sempre dare al possessore tre chances, una di scarico, una di ampiezza ed una in profondit�
(figura 1) Vediamo come con palla centrale abbiamo l’opportunità di servire il terzino più libero che parte in sovrapposizione, in caso di spazio il trequartista andrà ad infilarsi dalla parte opposta effettuando un contromovimento prima verso la parte opposta al pallone e successivamente di incontro al secondo palo. La punta più vicina darà profondità dalla parte del pallone mentre l’altra si inserirà verso il primo palo. Lo scarico sarà dato dal centrocampista più vicino.
(figura 2) Nella situazione con palla interna ci sarà una sovrapposizione del terzino vicino, per distogliere l’attenzione, il trequartista darà ampiezza per ricevere sui piede e dare densità dal presunto ‘lato debole’ avversario insieme al centrocampista opposto che si posizionerà sulla linea laterale. Simultaneo contromovimento delle due punte per smarcarsi a vicenda
(figura 3) Il pallone è tra i piedi della mezzapunta centrale, come al solito un inserimento dal retro (terzino) darà superiorità in mezzo al campo, le due punte se vicine, incroceranno per prendere in controtempo i difensori centrali e favorire un eventuale inserimento del possessore di palla. Altra opportunità la fornisce uno dei due centrocampisti interni, con quello centrale che va ad aiutare l’eventuale scarico.

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