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E’ online www.mistercalcio.com - Per tutti gli allenatori di calcio ecco il software interamente online, facile, veloce, utile!

August 4, 2010 by Francesco Vallone · Leave a Comment 

E’ finalmente uscito il primo software di gestione per Allenatori di Calcio interamente online, senza bisogno di installazione e fastidiosi cd! E’ tutto sempre online. Hai la possibilità di condivisione esercizi con tutti gli utenti che si iscrivono e che vogliono valutare ed eventualmente congratularsi per le tue esercitazioni.

Nessun anticipazione, puoi provarlo per 40 giorni gratuitamente, vai sul sito:

www.mistercalcio.com

Marcamento a uomo nel 6vs6

August 1, 2010 by Francesco Vallone · Leave a Comment 

Facciamo disporre due squadre in una metà campo, una si occuperà della fase difensiva e l’altra della fase offensiva. Sulla linea del centrocampo andiamo a disporre 8 palloni. I giocatori in fase di attacco avranno a disposizione 3’ per cercare di fare goal giocando un pallone per volta, naturalmente i difendenti dovranno impedirglielo ma non possono toccare il pallone, hanno la possibilità di bloccare l‘avversario soltanto frapponendosi con il corpo ad eventuali tiri. Ogni giocatore sarà responsabile del proprio diretto avversario e dovrà continuamente essere tempestivo nel posizionamento del corpo. 4×3’ per ogni squadra

Attacco in zona cieca e difesa in sicurezza

March 18, 2010 by Francesco Vallone · Leave a Comment 

Attacco in zona cieca e difesa in sicurezza
E’ una partita a tutti gli effetti in cui schieriamo un 6vs4 dove ci sono da una parte i 4 difensori e dall’altra i 4 centrocampisti con le due punte. Naturalmente il tutto è adattabile al modulo tattico che utilizziamo. La difesa ogni qual volta recupera il pallone dovrà lanciarlo con un massimo di 3 passaggi consecutivi, all’interno di una delle due porticine laterali. Al contrario la squadra in superiorità dovrà andare a fare goal in due modalità: calciando da fuori area (vedi i conetti) oppure con uno scambio veloce per zona cieca, nella quale i difensore non possono accedere
6 Minuti

Esercitazione tecnica per la conduzione orientata

January 29, 2010 by Francesco Vallone · Leave a Comment 

Esercitazione tecnica per la conduzione orientata
Facciamo svolgere a gruppi divisi per 3 giocatori in fila indiana (il primo senza pallone, secondo e terzo con il pallone), una esercitazione per la conduzione orientata del pallone. Disponiamo 4 file di cinesini in 40 mt di campo distanti tra loro circa 10 mt e chiediamo ai capo fila di correre solo in linea retta tra i cinesini, ovvero è vietato andare nelle diagonali tra i cinesini. In questo modo i giocatori dovranno stare attenti a non scontroarsi con le altre file, cambiando percorso quando un altro gruppo è in avvicinamento e tenendo sempre lo sguardo alto e l’attenzione al massimo
4×1 MINUTO

SLALOM CONDUZIONE E ARRESTO DEL PALLONE

January 20, 2010 by Francesco Vallone · Leave a Comment 

SLALOM CONDUZIONE E ARRESTO DEL PALLONE
Dividiamo i giocatori su più file e prepariamoli ad
una sfida in ‘staffetta’ sulla velocità di conduzione del
pallone all’interno di un percorso e sulla sensibilita
del piede. Disponiamo infatti un pallone davanta
ogni fila sulla linea di fondo. Il giocatore che parte in
slalom una volta finito il percorso, con il solo controllo
dei piedi dovrà arrivare sul fondo, posare il proprio
pallone sulla linea in sostituzione del pallone giù
inserito e tornare in velocità con il nuovo pallone. La
staffetta subirà rallentamenti quando i palloni
saranno lontani dal punto prescelto e la squadra più
superficiale arriverà tra le ultime
2×4 ESECUZIONI

Esercizi per il settore giovanile: conduzione della palla

December 15, 2009 by Francesco Vallone · Leave a Comment 

RISCALDAMENTO: conduzione a 3 velocita’
Facciamo svolgere esercizi di conduzione della palla a tutta la squadra predisponendo più spazi dal più grande (una metà campo) al più piccolo (all’interno dell’area di rigore). Facciamo cambiare la metodologia di conduzione, prima il piede destro, poi il piede sinistro, esterno, interno, suola ecc…
Ad ognuna di queste conduzioni suggerite la velocità di conduzione definendo con 1 il ritmo più lento, 2 ritmo medio, 3 conduzione veloce. A scelta dell’allenatore vengono chiamati 3 giocatori ad alta voce, tutti gli altri dovranno accelerare in conduzione all’interno del triangolo che formano
8 MINUTI

Riscaldamento, marcamento e smarcamento

November 17, 2009 by Francesco Vallone · Leave a Comment 

Disponiamo due squadre in uno spazio delimitato in cui ci sono 6 porticine tra due lati opposti. Naturalmente 3 di queste saranno attaccate da una squadra mentre le altre 3 saranno attaccate dall’altra. L’obiettivo per entrambe le squadre resta quello di segnare il maggior numero di rete sfruttando un giro palla veloce e andando in superiorità numerica la dove l’avversario è numericamente più debole. L’esercitazione inizia con le mani, in un secondo momento la palla viene giocata con i piedi. Entrano in gioco tutti i meccanismi del marcamento e di conseguenza dello smarcamento

Tecnica individuale ad alta intensità

November 4, 2009 by Francesco Vallone · Leave a Comment 

4 giocatori stazionano all’esterno di un quadrato ed altri 4 giocatori, ciascuno con un pallone si trovano all’inerno. I giocatori all’esterno del quadrato sono in continuo movimeno armonico, vuol dire che alla stessa velocità stanno girando intorno al quadrato. Chi è dentro dovrà in continuazione cercare lo scambio veloce con almeno un giocatore esterno cambiando di volta in volta il ‘giro di conduzione’. Successivamente allo stesso modo facciamo svolgere la medesima esercitazione per il passaggio al volo di interno, esterno, colpo di testa, stop e tutte le declinazioni tecniche che desideriamo

Passaggi coordinati con ritmo e movimento

October 1, 2009 by Francesco Vallone · Leave a Comment 


Disponiamo un gruppo di giocatori fuori ad un cerchio grande e posizioniamoli forntalmente ad un compagno ‘temporaneo’ solo per la posizione di partenza dell’esercitazione. Chiediamo ad i giocatori che stanno all’interno di passare il pallone al compagno che hanno davanti, correre verso il centro del loro minicerchio e cambiare direzione in senso orario verso la posizione occupata precedentemente dal compagno. Ripetere questo esercizio almeno per 1 giri consecutivi (con 5 giocatori), in questo modo oltre all’esercitazione prettamente tecnica alleniamo anche la resistenza alla velocita’

ESERCITAZIONE RITMICA DI RISCALDAMENTO

September 30, 2009 by Francesco Vallone · Leave a Comment 


Proponiamo una esercitazione di riscaldamento con il tema della conduzione e finta e dribbling in modalità analitica (senza avversario). Predominante risulterà il ‘tempo’ con il quale l’esercizio andrà svolto. Chiediamo ad uno della squadra di dare al via alla conduzione, chiamare con un suono (vai, via ecc…) il doppio-passo e chiamare ‘dietro’ arrivati alla linea di centrocampo per tornare al punto di partenza. Naturalmente possiamo integrare tutte le modalità di conduzione della palla: interno, esterno, suola, alternato ecc…Stessa considerazione per le modalità di finta e dribbling

ESERCITAZIONE TECNICA INDIVIDUALE E A COPPIE

September 26, 2009 by Francesco Vallone · Leave a Comment 

Lasciamo che il gruppo decida il compagno con il quale svolgere le esercitazioni di tecnica individuale. La disposizione del gruppo può essere aperta all’intera metà campo. Chiediamo di far suggerire ad ogni singola coppia di giocatori una esercitazione sui diversi temi tecnici (palleggio, conduzione, stop…). Il compagno che non ha il pallone dovrà soltanto sostare il più vicino possibile frontalmente al compagno che svolge l’esercizio. Quest’ultimo dovrà quindi perfezionare il proprio esercizio fino a che non vada a sbattere contro il compagno di fronte. Ogni 30’’ cambio giocatore attivo

PARTITA A DETTATO

August 19, 2009 by Francesco Vallone · Leave a Comment 

Partita a dettato:
Si gioca 11 vs 11 a tutto campo. Le due squadre sono disposte con moduli differenti. La squadra in possesso è sempre attiva e deve cercare la via del goal l’altra va in pressione e chiusura senza intercettare. L’azione si inverte quando il pallone esce dal rettangolo di gioco. L’allenatore chiama ad alta voce il numero che deve ricevere palla ‘dettando’ il gioco. Usiamo i numeri per dare maggiore concentrazione.
var: in qualsiasi momento l’allenatore può invertire con un altro pallone la squadra che attacca così da correggere il posizionamento sulle ripartenze avversarie ed impostare i movimenti per l’attacco
20 MINUTI

ATTIVAZIONE PSICOCINETICA

August 19, 2009 by Francesco Vallone · Leave a Comment 

Attivazione psicocinetica:
3 squadre, tre colori diversi. Si gioca a 2 tocchi con passaggio alternato bianco-rosso-nero
var: 2 squadre effettuano possesso palla contro 1
var: 1 squadra effettua possesso palla e dribbling sui giocatori dell’altra squadra che fanno stretching.
var: 1 squadra in possesso palla le altre 2 possono fare solo pressione senza intercettamento correggendo temporeggiamento e chiusura degli spazi
var: 2 squadre effettuano possesso palla 1 squadra va in pressione e chiude gli spazi senza intercettare
var: 2 squadre contro 1 con obbligo di 4 tocchi prima di scaricare il pallone

Allenamento di calcio: la difesa a 3 oppure a 4 su 3 linee

February 25, 2009 by Francesco Vallone · Leave a Comment 

Bellissima esercitazione che può essere utilizzata per allenare la difesa a 3 giocatori o la difesa a 4 su 3 linee. Diversi giocatori si trovano all’esterno di un cerchio ed hanno l’obiettivo di far girare palla fino a che non trovano lo spazio giusto per fare goal all’interno di una delle 6 porticine (dalla A alla F) difese da altri 4 giocatori. Questi dovranno spostarsi come in modalità partita, ovvero il più vicino al pallone uscirà su chi ha la sfera gli altri 2 chiuderanno il triangolo alle sue spalle mentre l’ultimo si andrà a posizionare nella parte opposta per ovviare alla possibilità di cambio gioco (zona cieca in partita…) e farsi trovare pronto a difendere le porte dell’altra estremità. I giocatori esterni dovranno cercare il varco giusto e impareranno a girare palla velocemente per riuscire a concludere senza avversari davanti.

L’inserimento centrale

December 22, 2008 by Francesco Vallone · Leave a Comment 

Esercizio tattico collettivo
Questa esercitazione rientra nel filone sugli inserimenti centrali del quartetto di centrocampo e quello difensivo. Tramite la ripetizione di una combinazione veloce di gioco, permette l’inserimento del centrale destro o sinistro. Chiediamo uno scorrimento veloce del pallone in avanzamento, nel momento in cui un giocatore viene scavalcato dal passaggio, questo procede ad uno scatto in avanti pronto a ricevere il passaggio in diagonale filtrante da parte dell’esterno più lontano.

Esercitazione per la difesa del pallone

September 5, 2008 by Francesco Vallone · Leave a Comment 


Conduzione del pallone con tutte le parti anatomiche del piede. La sfera viene controllata con ambo gli arti.
Controllo e difesa del pallone con i 3 metodi di difesa della palla:
- mano sul petto avversario
- avambraccio sul petto avversario
- schiena per fare perno sull’avversario

Richiamare i ritmi di corsa cercando di far andare tutto il gruppo alla stessa velocità.

Nominare dei capitani che guidino il gruppo durante tutte le esrercitazioni

L’importanza di…partecipare

February 7, 2008 by Lorenzo Geluardi · Leave a Comment 

A cominciare dalla categoria dei Pulcini, il bambino di otto anni che proviene dalla categoria Piccoli Amici, in cui i confronti avvengono solo sotto forma di manifestazioni comprendenti giochi a confronto, si affaccia per la prima volta ad una partita “vera”. In questo periodo così delicato e particolarmente favorevole all’apprendimento (la cosiddetta “età dell’oro”), non ci stancheremo mai di ripetere l’importanza di far giocare TUTTI i bambini a disposizione di ogni singola squadra, proprio perché è un loro diritto partecipare e divertirsi. All’uopo la Federazione stabilisce che gli incontri debbano comporsi di tre tempi, specificando che tutti gli iscritti alla lista partecipante alla partita stessa debbano giocare almeno un intero tempo dei primi due, con la possibilità di utilizzare il cosiddetto “cambio volante” nella terza frazione di gioco, giocando quindi due terzi della gara. Lo scendere in campo è elemento estremamente importante per la formazione del bambino, anche quelli, come li definisco io, “meno predisposti per l’attività calcistica”. Questi innanzitutto si sentiranno parte integrante della squadra e in qualche modo al pari di tutti i compagni, traendone senza meno un beneficio psicologico che aumenterà sempre più la loro autostima e quindi la loro motivazione intrinseca (cioè quella spinta interiore che sostiene l’impegno in un’attività in cui si traggono delle soddisfazioni da ciò che si fa). Tutto questo innescherà la voglia di apprendere tutti i gesti e le situazioni legate al gioco del calcio, in quanto il bambino diventa consapevole di quanto appreso e di cosa deve fare per migliorare ulteriormente.

L’allenatore nel pallone: “quando l’allievo diventa oggetto”

January 9, 2008 by Lorenzo Geluardi · Leave a Comment 

 Spesso, confrontandomi con i miei “colleghi” e discutendo dei metodi, dei carichi e dei tempi di lavoro concernenti la seduta di allenamento, mi ritorna in mente una frase contenuta nella Guida Tecnica per le Scuole di Calcio: “l’allievo è il soggetto e non l’oggetto del lavoro dell’allenatore”. A volte infatti non riesco a concordare appieno con gli altri istruttori che secondo me non si rendono conto di avere tra le mani pur sempre dei bambini, come sottolineano anche le direttive FIGC. E’ vero che la categoria degli Esordienti è l’apice della piramide dell’attività di base della Scuola Calcio e che abbiamo a che fare con degli undicenni/dodicenni, che si avvicinano più alla categoria immediatamente superiore (Giovanissimi) che ai Pulcini, ma non dobbiamo dimenticarci mai di proporre i vari esercizi sotto forma di gioco. Quest’ultimo, insieme a divertimento, entusiasmo, programmazione, passione e cultura sportiva devono essere gli ingredienti principali della ricetta di ogni mister di tutte le categorie della Scuola Calcio. Per l’esordiente il divertimento rappresenta la componente fondamentale (81,8% degli intervistati), più importante addirittura del “vincere molte partite” (66,9%) come si evince da un sondaggio fatto dalla Federazione. Le esercitazioni tecniche, mutuate dal calcio d’elite, sono estremamente dannose e non a misura del bambino. Quindi, per esempio, stare ore ed ore a tentare di colpire la traversa non è affatto divertente, né stimolante, anche se migliora di sicuro il modo di calciare e  la precisione del tiro stesso. Quello che voglio dire è che lo stesso risultato lo si può ottenere anche attraverso esercizi “ad hoc” in forma variata che sollecitano lo stesso tipo di fondamentale e perseguono il medesimo obiettivo. Lo stesso Comunicato Ufficiale n°1 recita: “Ogni bambino ha il diritto a seguire allenamenti adeguati ai suoi ritmi”. A mio modo di vedere, e mi si consenta il gioco di parole, “l’allenamento deve essere allenante e non alienante”. Inoltre queste proposte operative, inadeguate alle reali esigenze del bambino, creano sicuramente aspettative di prestazione, quando invece a quest’età ancora si dovrebbe pensare solamente a giocare per divertirsi, svincolati da tutti quei condizionamenti esterni che possono essere costituiti dal vincere, dal vincere per i genitori, dall’ottenere il risultato a tutti i costi e con tutti i mezzi. Solo attraverso questo passaggio obbligato ci si può poi proiettare nella realtà calcistica dei Giovanissimi, dove gli obiettivi sono il risultato agonistico e la buona performance.

I genitori? “Bisognerebbe ammazzarli da piccoli…”(parte 2): il genitore tifoso

December 7, 2007 by Lorenzo Geluardi · Leave a Comment 

Spesso sulle tribune gli animi si scaldano e a volte volano parolacce, insulti ed offese rivolte soprattutto agli arbitri e, ancora peggio, ai piccoli calciatori che sono in campo. Protagonista assoluto di questa cattiva abitudine, il pubblico che assiste alle partite di calcio giovanile, che è costituito, ahimè, proprio dai genitori che sono i primi “tifosi” della squadra dove giocano i propri figli. Il problema fondamentale è di cultura: perché inquinare una sana esibizione di sport, un confronto tra dei bambini, dando un cattivo esempio e una pessima immagine di sé? Perché invece di sostenere i propri beniamini, incitandoli positivamente, ricorriamo all’offesa degli avversari? Purtroppo si preferisce sottolineare negativamente le qualità tecniche o fisiche di un bambino invece di incoraggiarne le prestazioni sportive, dimenticandosi il senso del RISPETTO. Addirittura si arriva ad offendere anche bambini che giocano nella stessa squadra dei propri figli, perché li si ritiene inferiori, perché “danneggiano la squadra” e si sentono frasi tipo “ecco entra lui, adesso fa almeno un autogol” “quello? Ma quando segna…” ma che fa il mister? Vuole perdere la partita?“è uscito mio figlio ed è entrato quello?” Si creano inoltre anche delle antipatie tra gli stessi familiari dipendenti dal fatto che quello gioca sempre, quello non esce mai…Questo atteggiamento, inoltre, può indurre il bambino, che tende ad imitare il genitore, all’abitudine di criticare tutti, proiettando sugli altri (compagni, arbitro) il motivo di una sconfitta, senza riconoscere invece le proprie “responsabilità” o “errori”. Dobbiamo cercare tutti, addetti ai lavori e non, a recuperare, come dicevo prima, quel senso di rispetto; rispetto che dobbiamo anche ai direttori di gara, uomini che sbagliano come tutti, uomini che sono domenicalmente facile bersaglio di compilation di “antipatici complimenti” e che molto spesso, nel calcio giovanile, sono proprio dei genitori che si mettono gentilmente a disposizione.

I genitori? “Bisognerebbe ammazzarli da piccoli…”(parte 1)

November 29, 2007 by Lorenzo Geluardi · 1 Comment 

PREMESSA

Mentre seguivo una trasmissione sul calcio giovanile in una tv locale, un mister esclamò: “i genitori? Bisognerebbe ammazzarli da piccoli…”. Ecco, ora senza prendere “alla lettera” questa frase, detta anche con una buona dose di umorismo, possiamo capire come i genitori possono influire, interferire ed influenzare in modo assoluto il proprio figlio. Partiamo dal presupposto che ogni genitore è chiamato a “formare” (o quanto meno dovrebbe) la personalità del proprio bambino, facendolo crescere in modo sano dandogli e, soprattutto facendogli osservare, precise regole e divieti. E’ la famiglia quindi il primo “serbatoio educativo”, il primo ambiente in cui il bambino viene abituato a cosa è bene o cosa è male, dove dovrebbe sentirsi dire anche qualche “no” oltre ai numerosi “sì” che quotidianamente è abituato a ricevere.  Ora, noi istruttori di scuola calcio non possiamo e non pretendiamo di sostituirci ai genitori, perché non dobbiamo insegnare l’educazione a nessuno, però oggi andiamo ad allenare bambini che a soli otto anni, una volta ripresi per qualche comportamento non consono, anziché redimersi o vergognarsi, ti ridono in faccia. Probabilmente, al giorno d’oggi, si è perso il concetto di “autorità” ed é sempre più difficile fare il genitore. Spesso i bambini che vengono al campo non sono abituati a perdere, ovvero vengono accontentati in tutto e per tutto dai loro genitori e questo “disagio” si scontra con  la realtà del gruppo dove ognuno di loro diventa uno qualunque. E noi istruttori ci troviamo quindi a essere chiamati a infondere in loro il concetto di spogliatoio, di squadra, di unione, di collettivo e che esiste una sola realtà chiamata gruppo formato da tanti singoli che sono egualmente considerati, dove tutti sono importanti ma nessuno è indispensabile.

 LA VISIONE DEL GENITORE: LA RIVINCITA

La visione del genitore è nettamente all’opposto di quella del mister: ogni papà (o mamma) vorrebbe che il proprio figlio segnasse gol a valanga e che giocasse sempre e comunque. Quel che è peggio è che invece di portare al campo il figlio per socializzare, per farlo crescere con gli altri, per farlo divertire o semplicemente per fargli praticare dello sport, lo carica di responsabilità, lo disprezza se non riesce o lo esalta se lo vede fare certe cose, dimenticando che si tratta pur sempre di un bambino. Addirittura, nella mia esperienza, ho incontrato una mamma, il cui figlio ottenne effettivamente era “positivamente predisposto” al gioco del calcio, che una volta mi confidò : “speriamo mi faccia passare una bella vecchiaia…”. Ma come si può caricare una simile responsabilità sulle spalle di un bambino di otto anni? Come si può pretendere che lui, che deve pensare solo a giocare e a divertirsi, possa un giorno giocare in serie A? Spesso il proprio figlio è vissuto come un “prolungamento di se stessi” e rappresenta la propria RIVINCITA sulla vita. Si proiettano su di lui desideri insoddisfatti e sogni non realizzati, creandogli false e sbagliate aspettative. Se per esempio questi in mezzo al campo subisce un fallo, si reagisce violentemente contro l’autore perché è come se quel fallo lo avesse subito lo stesso genitore, ovvero la parte di se stesso a cui si tiene di più, quella proiettata sul figlio. Il genitore così vive tutte le esperienze del proprio figlio (anche per esempio quelle negative come la panchina o l’esclusione dalle convocazioni) come se fosse lui a farle, interpretando le sue sconfitte come se fosse lui il perdente, esaltandosi invece anche eccessivamente se il figlio vince. Questo atteggiamento è captato dal bambino, molto sensibile agli stati d’animo del genitore ed al modo in cui egli si comporta o parla con lui. Quindi se dopo aver perso una partita il piccolo vede il genitore abbattuto, silenzioso e critico, oppure dopo una vittoria lo vede euforico come se avesse portato a casa la Coppa del Mondo, l’idea che si fa è che sia accettato da lui solamente se vincente. Ciò può portare il bambino ad un errato approccio alla partita, affrontando la stessa solo con l’obiettivo di non perdere, per evitare la delusione e l’insoddisfazione del proprio genitore.

 DIAMOCI UN FRENO!

Dobbiamo frenare e fare un passo indietro. Io non ho mai fatto sentire “fenomeno” nemmeno bambini che facevano cinquine di gol a partita…così come non ho mai fatto sentire “brocco” chi era meno dotato o predisposto per il gioco del calcio. Il genitore, “attaccato alla rete”, che si intrufola nello spogliatoio con una scusa banale, che segue passo passo il proprio figlio, che urla quello che deve o non deve fare in campo, che magari poi a casa gli fa “ripetizioni calcistiche” (e ne ho conosciuti…) vorrebbe solo un protagonista in campo: il proprio bambino. E allora mentre tu sudi le proverbiali sette camicie per insegnargli a passare la palla ai compagni, lui si giustifica così: “ha detto mio padre che devo andare da solo dritto in porta…” “ha detto mio padre che devo giocare attaccante” “ha detto mia madre che i rigori li devo tirare io”…Ecco il nocciolo della questione: bisognerebbe astenersi dal suggerire ai propri figli i propri punti di vista, di esprimere giudizi sui compagni di gioco, di interferire nelle scelte tecniche, di esprimere giudizi sul nostro operato, anche perché noi istruttori cerchiamo di sviluppare le potenzialità del bambino, intese non solo come capacità tecniche ma anche, come sottolineavo prima, come capacità di socializzazione in un gruppo. Il genitore non si rende conto che istruttore rappresenta per il proprio figlio una figura di riferimento importante, che il bambino tende ad idealizzare e che le critiche al tecnico possono disorientarlo. L’istruttore di scuola calcio ha un ruolo ben diverso da quello del tecnico delle squadre che si seguono in televisione, in quanto egli è prima di tutto un educatore. Non ci si può, quindi, limitare a valutare il suo operato esclusivamente dal numero delle vittorie e dalle sconfitte raccolte, ma bisogna predisporsi a valutare sotto un’ottica diversa il suo lavoro. Molto spesso, il genitore è concentrato esclusivamente sul risultato (inteso come vittoria, sconfitta, pareggio) mentre non coglie aspetti particolari quali la corretta esecuzione di un gesto fondamentale  come, per esempio, effettuare uno stop di petto o colpire la palla di esterno: questi sono i veri risultati. E allora…lasciamoli giocare e divertirsi, perché, a quest’età, ne hanno tutto il diritto.      

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